Era il 1989 quando la lungimiranza di Tommaso lo porta ad acquistare L’Ariosa, una meravigliosa tenuta di vecchie vigne protese sul mare della Costa dei Trabocchi, costantemente ventilata dalla brezza marina (da qui il nome L’Ariosa)


L’influsso della vicinanza del mare ha sempre fortemente caratterizzato suoli e microclima di questa tenuta a soli 15 m s.l.m. Intuendone il potenziale per la coltivazione delle uve bianche, Tommaso decide di convertire le vecchie vigne esistenti in nuove vigne (tutte con impianto a tendone) di Pecorino, Passerina e Cococciola. Questa scelta si è rivelata fondamentale per l’impronta caratteristica e fortemente identitaria resa nelle uve e nei vini che oggi ne otteniamo.


I suoli, calcarei misti a sabbia, si caratterizzano per spiccata mineralità ed elevata capacità di acqua disponibile, pertanto anche quando le estati si rivelano particolarmente calde o siccitose, è sempre garantita un’ottima qualità delle uve. Anticamente occupata dal mare, ancora oggi restituisce piccoli reperti fossili marini e conserva una discreta pietrosità.


La costante brezza che ‘arieggia’ queste vigne mitiga il caldo sole marino ed unitamente all’ottima escursione termica (più marcata rispetto alle tenute collinari), assicura una eccellente maturazione delle uve. L’unicità di questo terroir di mare trova piena espressione nella sapidità e nell’acidità finemente equilibrata dei vini che ne derivano.


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